Archivio mensile:aprile 2018

I VANTAGGI DELLA MEDIAZIONE FAMILIARE

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La mediazione è una modalità di accompagnamento dei genitori che stanno attraversando la difficile fase della separazione/divorzio grazie al riconoscimento e alla valorizzazione delle loro competenze e di attivare interventi a sostegno della genitorialità con la convinzione che la promozione delle risorse presenti, delle reti che funzionano, dei legami che proteggono possano rappresentare la migliore strategia di prevenzione di future situazioni di disagio individuale e sociale.

Sostegno non come azione suppletiva o sostitutiva a favore di mamme e papà in crisi, ma come occasione per la costruzione di un “sapere” che è già insito in loro, di un potenziamento delle competenze, e di una routine quotidiana da mettere a disposizione dei figli: “si possono raggiungere ottimi risultati utilizzando ciò che la gente sente, pensa o fa, costruendo, a partire da questa premessa, una base di discussione o di insegnamento per ottenere una comprensione più ampia. In questo modo l’informazione circola e chi ascolta non perderà la fiducia in se stesso.. per occuparsi dei problemi veri e propri è meglio aspettare il momento in cui le persone si rendono conto che siamo lì per aiutarle. Possiamo parlare delle loro difficoltà, di quello che stanno facendo, di ciò che si aspettano, ma non per questo dobbiamo dire loro che cosa fare”

(Donald W.Winnicot, Colloqui con i genitori, pagg. 4,5)

In via riassuntiva

  • aiuta i coniugi a separarsi in via consensuale;
  • permette un notevole risparmio dei costi del divorzio sia dal punto di vista psicologico che economico;
  • consente di raggiungere accordi durevoli perché più condivisi e dunque più rispettati nel tempo, soddisfacenti per tutti i membri del nucleo familiare;
  • aiuta la coppia che si separa a rimanere unita nell’esercizio della funzione genitoriale per la crescita sana ed equilibrata dei figli;
  • aiuta a non patologizzare la separazione ma a vederla come un evento certamente non desiderabile e portatore di fatica e sofferenza che, se gestita e sostenuta adeguatamente, può essere affrontata e condotta positivamente.

La mediazione familiare, infine, rappresenta il modo migliore per i minori di vedere tutelati i loro diritti, bisogni ed interessi: se infatti il mediatore non interviene in merito al contenuto degli accordi, sui quali soltanto i coniugi hanno diritto di parola, egli ha comunque il diritto di opporsi a quelle decisioni che con evidenza minacciano l’interesse dei bambini. Sono allora i figli, terzi assenti nel processo di mediazione, beneficiari privilegiati di questo tipo di intervento.

Per domande, chiarimenti o richiesta di appuntamenti:

Dott.ssa Mariafrancesca Sidoli – mediatrice familiare e scolastica 3471540898

 

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LA MEDIAZIONE FAMILIARE: breve orientamento

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La mediazione familiare è spesso poco conosciuta o confusa con altre pratiche professionali. In maniera concreta e sintetica, ne traccerò i confini affinché si possa conoscere, consapevolmente valutare e scegliere.

A CHI SI RIVOLGE?

  • Principalmente ad una mamma ed un papà con figli di minore età (0-18 anni o maggiorenni conviventi) che stanno attraversando una profonda crisi coniugale/di coppia e stanno valutando la possibilità di separarsi;
  • a coppie già separate il cui livello di conflittualità è talmente alto e disperante da impedire un sereno svolgimento dei propri ruoli genitoriali;
  • alla coppia già separata quando gli accordi non risultano soddisfacenti o sono da aggiornare o vi sono conflitti ancora aperti che si vogliono risolvere;
  • alla coppia che è già separata/divorziata quando c’è conflitto tra i componenti della famiglia ricomposta (nuovi partner, famiglia di origine, figli dei nuovi compagni, ecc.).

OBIETTIVI GENERALI

  • raggiungimento dell’accordo di separazione, che rappresenti effettivamente l’espressione degli interessi e bisogni della coppia genitoriale e dei figli;
  • mantenimento del ruolo genitoriale, affinché i figli possano contare su due genitori che pur separati coordinino la loro funzione educativa;
  • la riappropriazione della capacità di comunicare, decidere e riorganizzare autonomamente ed in prima persona le relazioni familiari in vista o a seguito della rottura del legame affettivo;
  • la capacità della coppia genitoriale di gestire autonomamente e responsabilmente il conflitto che li vede coinvolti, decidendo per se stessi e per i figli.

OBIETTIVI DI PERCORSO:

  • far confrontare la mamma e il papà rispetto alla organizzazione della famiglia in vista della separazione, mantenendo uno sguardo centrale sui bisogni e sul benessere dei figli;
  • far confrontare i genitori rispetto ai tempi e fasi della separazione, in considerazione della specificità della propria famiglia (ci sono già dei cambiamenti in atto, una casa da affittare, un rientro in casa dei genitori da organizzare, questioni di lavoro da valutare..);
  • far sperimentare diverse soluzioni su di un tema specifico, mantenendo flessibilità rispetto alla decisione finale (ad esempio, rispetto alle giornate di frequentazione dei figli, modificando e soluzionando il programma rispetto a ciò che si è sperimentato);
  • riconoscere l’altro: nel suo dolore, nel suo ruolo genitoriale. Riconoscere le risorse positive che si possono mettere in atto e valorizzarle.

LA MEDIAZIONE NON E’

  • un percorso finalizzato alla riconciliazione: se entrambi i genitori dovessero manifestare dubbi rispetto alla decisione di separarsi, il mediatore può proporre l’invio in terapia di coppia al professionista competente e conclude gli incontri di mediazione.
  • una consulenza legale: la coppia dovrà essere sempre affiancata dal proprio legale di riferimento (uno per entrambi o due per ciascuno, a seconda delle loro scelte), il quale avrà il compito di sostenere il percorso; partecipare, se lo riterrà, agli incontri dedicati ai temi individuati; fornire consulenze; redigere e formalizzare gli accordi finali di separazione/divorzio.
  • terapia o consulenza psicologica: il percorso di mediazione è rivolto al cambiamento ed a tutte quelle azioni che lo possono sostenere; il dolore e la fatica sono sentimenti che trovano accoglimento ma qualora fossero predominanti ed impedissero l’evoluzione nella separazione, il mediatore può valutare, assieme ai genitori, se sospendere gli incontri ed inviare al professionista competente o suggerire un percorso parallelo a quello di mediazione.

Per domande, chiarimenti o richiesta di appuntamenti:

Dott.ssa Mariafrancesca Sidoli – mediatrice familiare e scolastica 3471540898