Supporto ai Conflitti Familiari

La parola “CONFLITTO”, spesso, evoca significati negativi di contrapposizione, guerra, di scontro con gli altri o con se stessi. Se guardiamo all’etimologia,  CONFLITTO significa “far incontrare, mettere a confronto”, assumendo quindi una rilevanza positiva, di crescita e di acquisizione di consapevolezza del proprio benessere nella relazione con sé e con l’altro. Il conflitto è un accadimento naturale, insito nel processo evolutivo dell’uomo in quanto essere umano sociale; è la gestione inconsapevole o l’assenza di gestione del conflitto che ingenera malessere e destabilizza la relazione.

La relazione è ciò che costruisce i problemi e li risolve, non esiste un problema che non sia anche comunicazione. Il conflitto è un elemento costitutivo dell’interazione umana, perché la differenza di opinioni, desideri e interessi, è inevitabile.  I contrasti rappresentano uno dei modi attraverso cui le persone possono entrare in relazione tra loro; veicolano la comunicazione. Litigare può essere un momento importante e produttivo, consente di esprimere e rendere evidenti “messaggi”, che non si era riusciti a comunicare diversamente. Le persone urlano i propri bisogni e le proprie emozioni, dal momento che probabilmente, non era stato possibile comunicarli in altro modo. Questo può essere il momento in cui per la prima volta alcune cose possono essere dette ed essere viste chiaramente. E il litigio può diventare un’occasione di confronto e di crescita per le persone che vi sono coinvolte. Altre volte, superare il conflitto non è tanto semplice e il momento di crisi si protrae oltre i livelli di tolleranza tale da coincidere con il “prevalere” sull’altro o con il “distruggere” l’altro. Non è raro sentire i confliggenti pronunciare frasi del tipo “gliela farò pagare”, “non sa quello che l’aspetta”, “si pentirà di quello che ha fatto”.

Il conflitto può trasformarsi in un elemento positivo che permette l’evoluzione e la trasformazione delle relazioni tra le parti fino ad un avvicinamento, una comprensione, un rispetto ed una collaborazione maggiori. Dipenderà da come il conflitto viene affrontato, il fatto che possa risultare negativo, distruttivo o, al contrario, trasformarsi in una opportunità per conoscere di più se stessi e gli altri.

Il passaggio dall’ordine al disordine provoca ciò che chiamiamo conflitto, per questo motivo trasformare i conflitti in qualcosa di utile è necessario, gestirli in maniera opportuna: “prendersene cura” senza volerli “curare”.

 

 

E’ possibile accedere anche alla sezione documenti utili.

Contattateci liberamente per dubbi e/o suggerimenti.

ionoifamiglia@gmail.com

Annunci